giovedì 4 giugno 2009

Fumetti, libri illustrati e un saggio

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Quando non c’era la televisione

Yvan Pommaux

Babalibri, 22.50 € [io per fortuna l’ho trovato scontato al 30%!]

Com'è la vita di un ragazzo di otto anni, in una grande città nel 1953?

In questo libro illustrato per bambini (ma non solo!) seguiamo, ahimè frettolosamente, alcune tappe della vita di Mario attraverso bei disegni particolareggiati ma poco "descritti", spiegati a parole. La minuzia delle illustrazioni lascia così un po' indifferenti quando ci si accorge che qualche didascalia in più, al posto di misere freccette e quattro parole stiracchiate, avrebbe aumentato ulteriormente la grande validità di questo libro.

Resta comunque un buon prodotto fonte di curiosità e graficamente molto accattivante, un buon regalo da fare a un giovane lettore che scoprirà nuove maniere di divertimento con poco e che soprattutto non implicano l'utilizzo della tristissima e asettica tecnologia odierna.

7/10

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Tutta colpa del ’68 - Cronache degli anni ribelli

Elfo

Garzanti Libri, 13 €

Rinaldo è uno studente di Architettura a Milano, frequenta la Statale e comincia ad avvicinarsi attivamente ai grandi movimenti politici del '68-'69.

Le sue scelte di vita lo porteranno a schierarsi sempre dalla stessa parte e a seguire gli stessi ideali in una Milano che cambia e che oggi nel 2009 si fatica ormai a riconoscere in queste memorie scritte e disegnate da Elfo.

nostalgico

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Fun home - Una tragicommedia famigliare

Alison Bechdel

24/7, Rizzoli, 18 €

Letto nel febbraio 2008, risucchiato poi nelle profonde vastità svedesi della mia libreria Billy...

Alison Bechdel racconta il difficile rapporto col padre e la scoperta della propria omosessualità in questo romanzo-fumetto in cui le tavole più che altro fanno da accompagnamento alle didascalie. Cioè: la scelta stilistica dell'autrice di accompagnare le vignette con frasi e descrizioni anche molto articolate fa passare - secondo me... - la parte illustrata del libro in secondo piano.

Direi che in questo caso ci troviamo di fronte a un romanzo guarnito di illustrazioni più che a un graphic novel nel vero senso della parola.

Comunque è un buon fumetto, e mi è piaciuto un casino soprattutto per (e come) la tematica viene trattata.

Poi se siete attratte/i dalla letteratura queer (come me) questo libro è perfetto.

P.s.: peccato per i refusi di traduzione...

8/10

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Sto diventando mia madre

Anne Taintor

Magazzini Salani, 10 €

E' un favoloso, minuscolo libriccino di illustrazioni retrò accompagnate da caustiche didascalie che mettono in discussione il mito della famiglia felice (americana e non) e quello del ruolo di moglie-casalinga-madre devota e complice tra le quattro mura famigliari.

Perché, insomma, "la vita domestica è una vera gioia... ma specialmente quando qualcun altro la fa per te"!

9/10

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Gatti in crisi d’identità - Tre racconti, due gatti e novanta cArtigli

Serena Vitale, Vladimir Novák

Salani, 10 €

Tutta la mia attenzione è stata attirata dalle divertentissime e belle miniature che il marito dell'autrice ha disegnato per lei e che hanno per oggetto improbabili rivisitazioni di celebri dipinti adattati alle sembianze feline dei due mici di casa, Nina e Yorick.

I tre racconti invece... non mi hanno colpita per niente e quindi perché parlarne?

7/10

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Progetto di legge per vietare alle donne di imparare a leggere

Sylvain Maréchal

Archinto, 9.50 €

Contenuto: vi basti il titolo per sapere l’oggetto di questo piccolo saggio...

Letto oggi nell'anno 2009 questo "progetto di legge" redatto da un illuminista (!) nel 1801 finisce per essere una totale baggianata.

Sono passati 208 anni dalla sua prima pubblicazione e il tempo trascorso da allora rende questo testo, oltre che datato, anche ridicolo e privo di senso.

Esempio: "n. 37, Considerando che le donne più colte e istruite non hanno mai arricchito le scienze e le arti di alcuna scoperta. [...] Neppure l'invenzione del tulle si deve a una donna".

Datemi un motivo per consigliarne e promuoverne la lettura OGGI, perché a me l'unico che mi viene in mente è che così ci si può divertire a dare del pirla all'illustre autore Sylvain Maréchal.

terrificante

domenica 24 maggio 2009

Vergine giurata | New moon

Vergine giurata

Elvira Dones

Universale Economica Feltrinelli, Feltrinelli, 7.50 €

Da uno spunto interessante, la figura della “Vergine giurata” prevista dalla legge del Kanun (raccolta di leggi che regolamentavano e regolamentano tuttora la società albanese) - ovvero una donna che per esigenze famigliari prendeva il posto del capofamiglia rinunciando per sempre alla propria femminilità, a innamorarsi, a sposarsi, ad avere figli per trasformarsi e comportarsi in tutto e per tutto da e come un uomo - il libro aveva tutte le caratteristiche per diventare una testimonianza e una denuncia di leggi e consuetudini decisamente retrograde soprattutto nei confronti delle donne, ma...

Dopo una prima parte in cui conosciamo la storia della diciannovenne Hana e quella della sua famiglia con belle descrizioni psicologiche della protagonista e racconti nostalgici di episodi della sua vita passata durante la dittatura alla fine degli anni ’80, il racconto prosegue nell’America degli anni 2000 in cui Hana, ora trentaquattrenne, è appena approdata alla ricerca di una nuova fase esistenziale dopo aver smesso gli abiti da uomo ed essersi riappropriata della sua femminilità. E qui il libro precipita nelle banalità sessuali concentrandosi tra vibratori e masturbazione.

Perché Hana per sentirsi finalmente in pace con sé stessa pensa che basti avere una sana e attiva sessualità dopo essersi riscoperta una bella topolona dalla taglia 42 una volta estirpati i peli dalle gambe e i baffetti sotto al naso.

Un finale mediocre poi fa scadere il libro ulteriormente. Peccato solo per quella prima coinvolgente parte della storia sprecata così in un libro bruttino.

5/10

New moon

Stephenie Meyer

Little, Brown Young Readers - acquistabile su IBS

[pubblicato in Italia da Fazi]

Sottotitolo: gente strana vive a Forks

Ho impiegato un fottio di mesi per finire di leggerlo - durante i quali l’ho abbandonato diverse volte per leggermi l’inverosimile tra romanzi di narrativa e saggi - e la colpa principale non è perché me lo sono letto in inglese (e quindi il mio neurone faticava a girare ad alto voltaggio) ma perché è veramente, ma veramente, prolisso fino alla N-O-I-A.

Bella ed Edward si dividono a pochi capitoli dall’inizio e se per la ragazza comincia un infinito periodo d’oblio in cui piange e si deprime sempre più, per noi lettori cominciano 471 pagine (rispetto all’edizione originale che ho letto io) di puro scassamento di palle.

Le oltre quattrocento pagine sono solo un descrizione di quello che fa Bella senza il suo Edward, salvo un colpo di scena a metà strada in cui abbiamo la conferma che il paesino di Forks è popolato da abitanti da cui prendere decisamente le distanze... (ecco il perché del sottotitolo).

Però sinceramente questo secondo volume è veramente sciapo e composto soltanto da descrizioni e analisi psicologiche ripetitive che sono praticamente la sostanza che allunga la broda fino a pag. 563.

Unica salvezza in questo piattume, a parte la rivelazione già citata, sono i capitoli ambientati a Volterra in cui oltre ai soliti cliché del genere che non possono, ahimè, mancare viene introdotta la comunità di vampiri più potente della terra e di seguito le sue caratteristiche telepatiche e non con le quali controlla gli umani e i suoi simili.

Si arriva poi al capitolo finale con una situazione di stallo tale e quale a quella del primo volume.

Insomma, “New moon” è una sofferenza infinita!

6/10

giovedì 21 maggio 2009

Happy go lucky | Water | Away from her

La felicità porta fortuna - Happy go lucky (Happy go lucky)

Mike Leigh

Gran Bretagna, 2008

La felicità porta fortuna? NO. Semplicemente la felicità aiuta a superare le sfighe della vita, gli imprevisti e a prendere tutto quello che accade con più scioltezza.

Poppy, la protagonista single indipendente e un po’ sopra le righe del film, è l’esempio che con un po’ più di serenità si vive meglio; e rispetto agli amici e ai conoscenti che la circondano - con le loro paturnie, le insicurezze e la serietà troppo ostentata - la sua formula di vita sembra essere quella ideale per non ritrovarsi a cinquant’anni con la cirrosi e il livore cronico.

Il comportamento di Poppy ogni tanto è portato all’eccesso, ma è interessante notare come la sua filosofia sia assolutamente applicabile alla vita di chiunque, certo però con qualche piccolo ritocco (come quell’entusiasmo pomposo sbandierato 24 ore su 24).

Comunque, provate a seguire almeno per un giorno il motto di Poppy. Vi assicuro che un po’ di nervosismo vi sarà risparmiato alla fine della giornata...

8/10

Water

Deepa Metha

India, 2005

La condizione della donna in India è presa in esame in questo bellissimo e commovente film di una regista indiana che ho scoperto da poco.

Alla fine degli anni ’30 la piccola Chuyia rimane vedova a soli otto anni, i genitori non possono fare altro che affidarla ad una delle case in cui le vedove, per “tradizione”, devono vivere in comune e in perenne penitenza aiutandosi reciprocamente.

Ma Chuyia è solo una bambina e in mezzo a donne mature o già molto anziane non riesce ad accettare la sua nuova vita a cui è obbligata.

L’amicizia con la giovane Kalyani, abbandonata lì dalla sua famiglia quando era anche lei molto piccola, l’aiuterà a infrangere con spensieratezza certe regole di convivenza imposte da una comunità di donne da tempo costrette in quella condizione e quindi ormai frustrate, malinconiche e senza speranza per il futuro.

Quando Kalyani si innamorerà ricambiata di un coetaneo ricco, istruito e dall’indole rivoluzionaria (segue infatti gli insegnamenti di Gandhi) la comune di vedove verrà messa sottosopra da un avvenimento così impensabile per loro perché cresciute con regole e dogmi rigidissimi.

Il triste finale e la postilla aggiuntiva prima dei titoli di coda pongono l’accento su una situazione che è rimasta invariata dagli anni Trenta a oggi. Soprusi, violenza, prostituzione imposta e costrizioni di vita assurde continuano ad essere all’ordine del giorno per 35 milioni di donne indiane rimaste vedove.

Consiglio di vedere il film oltre che per l’argomento di denuncia trattato anche per come è costruito e diretto: la fotografia è davvero suggestiva e dai colori caldi, così in contrasto con il penoso tema analizzato; la colonna sonora merita un ascolto a parte e non solo durante la visione del film. Peccato solo per il doppiaggio italiano molto poco convincente.

P.s.: “Water” è l’ultimo capitolo di una trilogia composta da “Fire” e “Earth”.

9/10

Lontano da lei (Away from her)

Sarah Polley

Canada, 2006

Alla fine del primo tempo si sono accese le luci in sala e ho beccato una decina di persone sedute con me nelle ultime due file che tiravano su col naso e si asciugavano gli occhi.

E’ un film STRAZIANTE come pochi: una coppia matura deve fare i conti con la malattia di lei (il morbo di Alzheimer) e con la dolorosa decisione di un ricovero forzato in una clinica specializzata. I due dovranno restare così lontani l’uno dall’altra e quello che non riuscirà mai ad accettare la separazione sarà il marito.

L’intero film è scandito dalla solitudine, i repentini cambiamenti di carattere e umore di cui comincia essere affetta lei per via della malattia, la depressione, i ricordi che pian piano si cancellano del tempo felice che non tornerà più, ancora la solitudine e la solitudine e di nuovo la solitudine. Si soffre davvero a guardare il progredire della malattia nella protagonista e ad assistere ai tentativi di lui di sentirsi meno solo e abbandonato.

E quando l’Alzheimer avrà fatto tabula rasa nei pensieri e nella memoria di lei, che cosa succederà a questa coppia che si è sempre amata visceralmente da 44 anni?

Tratto da un racconto di Alice Munro - scrittrice canadese che non amo molto, pur riconoscendole grandi doti narrative - il film non è come si potrebbe invece pensare patetico e pesante, analizza certo un argomento molto triste e difficile ma racconta soprattutto dell’amore di due persone e della complessità di un sentimento che nemmeno messo così a dura prova riuscirà ad esaurirsi facilmente.

8½/10

giovedì 30 aprile 2009

Belle anime porche

Belle anime porche

Francesca Ferrando

Kowalski, 12 €

Avete presente il programma “Pelle” che qualche tempo fa andava in onda su All Music? Diversi ragazzi e ragazze di età compresa tra i 16 anni e i 30+ venivano intervistati dall’autore del programma che non ho mai ben capito da dove li pescasse tutti (colloqui? selezioni? boh).

Le domande spaziavano da “parlami di te”, “che lavoro fai”, fino all’inevitabile argomentone “SeSsO”; e lì i ragazzi si sbizzarrivano.

Alla 199esima puntata ho realizzato che bene o male tutti gli intervistati accettavano di farsi riprendere perché avevano da promuovere qualcosa: chi faceva la escort (allarghiamo il giro di clienti...), chi aveva scritto un libro, chi aveva inciso un disco, chi aveva un’attività sartoriale, chi faceva la pittrice e così via.

Francesca Ferrando a metà intervista ha tirato fuori il famoso coniglio dal cilindro: il suo libro “Belle anime porche” e *taaaac* prosegue con la lettura recitata di un estratto del romanzo.

A distanza di un anno, o forse più, ho recuperato quel libro in biblioteca.

Con un lessico semplicissimo e colloquiale scritto sempre in prima persona, seguiamo il viaggio di formazione in forma diaristica di Terry Grisedu che parla come “Minchia Sabbry” della Litizzetto.

Non si ride però, perché dalla fuga da casa di Terry che si lascia alle spalle una famiglia disgregata e ai limiti della normalità - con una madre assente, un patrigno maniaco sessuale e un paio di fratelli sbandati - la ragazzina (ha soltanto 16 anni) sarà costretta a misurarsi con situazioni e persone più agghiaccianti di tutto quello che ha vissuto fino a quel momento.

Peregrinerà in diverse città senza nome, incontrerà barboni che le faranno scoprire per la prima volta il calore di una famiglia vera, scapperà da magnaccia violenti, frequenterà il mondo notturno delle stazioni popolato da gentaglia in cerca di sesso a pagamento, si innamorerà e affronterà tantissimi altri momenti, tra sereni e bui, prima di mettere la parola fine alle sue memorie.

Pur essendo un libro molto scorrevole quello che si finisce per leggere è un pugno nello stomaco di disgusto e disagio. Terry in alcuni punti della storia assomiglia moltissimo al personaggio Justine di De Sade, e molte delle avventure della prima coincidono con quelle della seconda.

Il sesso va da sé che è molto presente nella storia ma non è mai fatto per amore, è solo un momento violento di soddisfazione di istinti primordiali. Sentimenti come affetto, umanità, fratellanza, sono sempre velati da arrivismo, subdoli compromessi e cattiveria.

I personaggi che ruotano attorno a Terry coprono la totale casistica di soggetti facenti parte dell’umanità intera; quindi vicino a una donna buonissima e materna capita ovviamente di trovare l’uomo che compie gli atti più ributtanti del mondo.

Ed è tutto così realistico e vero che, con un po’ di schifo (quello citato prima), mi viene quasi da dire che (quanto basta) mi è piaciuto leggerlo. Proprio perché è vicinissimo alla realtà e, nel suo contenuto, attualissimo.

Non si sa ancora quando ma uscirà il film tratto dal libro che sarà diretto dalla stessa Francesca Ferrando.

7/10

domenica 19 aprile 2009

Kafka sulla spiaggia

Kafka sulla spiaggia

Murakami Haruki
Einaudi, 20 €

Con i romanzi di Murakami mi era andata sempre male (vedi: “Tokyo blues” e “L’uccello che girava le viti del mondo”), con i suoi personaggi che trovavo sempre sopra le righe o troppo intelligenti o troppo stupidi.

In questo “Kafka sulla spiaggia” il personaggio di Tamura Kafka, studente quindicenne maturo e impavido, già alla quinta pagina mi aveva dato da ripensare sul proseguire la lettura: Tamura è troppo piccolo per parlare, ragionare e agire in quel modo così adulto; lo trovavo fastidioso.

Ma i riferimenti sporadici ad una oscura profezia fatta al protagonista dal padre malvagio, e l’inquietante cronaca di uno strano avvenimento paranormale avvenuto sui monti nel 1944 ha completamente attirato la mia attenzione, e sebbene non succedesse poi molto nel corso del romanzo non mi sono mai stancata di leggerlo.

Al confine tra realtà e sogno Tamura, insieme a una serie di personaggi che gli fanno da spalla, viaggia alla ricerca delle sue origini cercando di fuggire dalle premonizioni profetiche del padre (una rivisitazione della storia di Edipo). Essendo tutta la vicenda basata su un continuo rimando alle atmosfere del sogno, in cui tutto può accadere, non sono mai stata sicurissima di stare leggendo una vicenda accaduta realmente o, al contrario, solo i voli onirici della mente di Tamura.

Certo è che farsi troppe domande con questo romanzo di Murakami è inutile... godetevi la bellezza dei personaggi, due su tutti quello del bibliotecario asessuato Ōshima - che per colpa della sua conformazione fisica è costretto a oscillare in eterno tra l’essere donna e il sentirsi uomo e viceversa - e quello del vecchio Nakata che, capace di parlare ai gatti, riesce a introdurre questi ultimi nella storia proprio come altrettanti personaggi attivi con discorsi e opinioni profonde.

Godetevi le citazioni filosofiche, letterarie e musicali; lasciatevi trasportare in un groviglio di storie che porteranno a un finale forse un po’ prevedibile ma in cui comunque restano degli elementi in sospeso. Forse che è in fin dei conti troppo complicato analizzare e svelare la mente e il sogno umano anche in un romanzo di finzione...?

Ho rivalutato completamente Murakami, bravissimo stratega a tenerti incollato alle pagine dandoti sempre pochissime informazioni per volta per capire qualcosa in più della storia.

P.s.: un plauso alla traduzione di Giorgio Amitrano!

8/10