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sabato 27 febbraio 2010

Furore | Il gioco del trono | Il gusto del cloro

Furore

John Steinbeck

Best seller Tascabili, Bompiani, 9.50 €

La famiglia Joad, poverissima e senza più casa, parte su un furgone scassato dall’Oklahoma per raggiungere la terra promessa: la California, dove si dice che c’è abbondanza di lavoro, ricchezza e dignità per tutti, unico posto vivibile in quello sfacelo della Grande Depressione.

I Joad percorreranno la famosissima Route 66 fra difficoltà immani e privazioni di ogni tipo, mentre la famiglia si disgrega, la tensione diventa sempre più palpabile e l’approssimarsi delle verdi e rigogliose terre californiane rivela in realtà che il sogno di una nuova vita dignitosa è e resterà, appunto, solo un sogno.

All’impresa di questa famiglia il libro affianca capitoli pedagogici sulla situazione politica ed economica dell’America di quegli anni, capitoli in cui prosegue la descrizione della perdita della speranza e del montare dell’odio tra persone sfruttate e sofferenza persistente, scenari tristi e desolanti di un passato attualissimo.

8/10

Il gioco del trono - Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco vol. 1

George R. R. Martin

Le grandi saghe Fantasy, Urania, 7.50 € [edizione conforme all’originale americano, si trova solo in edicola]

Il tomo primo di questa saga mi ha accompagnata per tutta l’estate e l’autunno del 2009, lunghissime sono state le ore di lettura (sé vabbeh, lo ammetto che ho letto nel frattempo anche un sacco di altre cose, come mio solito...) ma mi sono sorpresa nel constatare che, pur non amando le epopee infinite suddivise in “quattrocento” volumi (per arrivare a leggere la parola fine de Le Cronache dobbiamo aspettare ancora un imprecisato numero di volumi), questa serie fantasy mi ha tenuta incollata alle pagine.

Numerosissimi sono i personaggi e gli intrecci che li vedono protagonisti in intrighi di corte, politici e sentimentali; tutto nel mondo dei Sette Regni è complesso: dalle descrizioni di ambienti, vestiario, azioni belliche, alle dinastie e ai casati regnanti e non - con tanto di appendice in fondo al volume per rinfrescare la memoria su chi sia quel cavaliere piuttosto che quella ragazzina - fino ad arrivare al punto forte del libro, cioè le psicologie dei protagonisti davvero realistiche e attraverso le quali impari a conoscere ognuno di loro, caratteristica che ha giovato a favore di questo primo capitolo dato che non mi aspettavo da un “fantasy” con presenza (seppur irrisoria e sporadica) di draghi e magia nera una tale profondità e meticolosità nella messa in scena di personalità così sfaccettate.

Altra particolarità di questa serie sono le scelte attuate dall’autore in merito alla fine dei suoi personaggi, se uno di loro deve morire non aspettatevi che questo venga prontamente salvato in extremis... no, nelle Cronache questo non succede, di conseguenza niente è scontato.

E l’incalzante alternarsi dei punti di vista, in base ai quali vengono poi suddivisi i capitoli del libro, ti spinge ad andare sempre più in là, ancora più in là durante la lettura; cosa succederà a Tyrion rinchiuso nell’allucinante prigione di casa Arryn? E la giovane Arya, rimasta sola con l’unica difesa del suo spadino di legno? Per non parlare di quella caga cazz... oh, scusate... di quella insopportabile Principessa Daenerys, al momento il personaggio più odiato della serie ma che inspiegabilmente attendevo con curiosità di rincontrare tra le pagine della storia, vuoi per il suo passato travagliato e la presenza di un fratello despota e quasi pazzo, vuoi per il suo inserimento in un clan di “selvaggi” così distanti da lei, ma non sicuramente per il suo carattere un po’ frignone...

Questo è quanto, ricordatevi però una cosa: come è scritto a pag. 775 qui “non ci sono eroi”, perché “nella vita sono i mostri a trionfare”. Ecco, qui in sostanza di guerrieri invincibili non ne troverete. Troverete solo un mondo di uomini che vivono o sopravvivono ad eventi creati e condizionati da loro stessi.

In totale, la vita vera.

9/10

Il gusto del cloro

Bastien Vivès

Black Velvet, 18 € [sono tanti ma sono spesi bene!!]

Verruche? Qui non si prendono.

In una piscina pubblica due giovani ragazzi si incontrano per caso. Non sappiamo i loro nomi e i loro appuntamenti settimanali si basano soprattutto sul linguaggio corporeo che su grandi discorsi per conoscersi meglio.

L’atmosfera ovattata e tranquilla che dà l’acqua e la costruzione stessa delle tavole mono colore (verde acqua) ti danno l’impressione di star davvero galleggiando con i due protagonisti nella stessa piscina.

Bellissima e da apnea la sequenza finale dove entra in gioco anche un po’ d’irrealtà...

Aspetto con impazienza il seguito (“Dans mes yeux”).

9/10

martedì 26 gennaio 2010

Charlaine Harris | Cormac McCarthy

Morti viventi

Charlaine Harris

Delos Books, 15.90 €

Secondo episodio della serie con protagonista la cameriera telepate Sookie Stackhouse (e ogni volta mi vengono in mente, sbagliando, le costolette di maiale). Siccome la ragazza ha ormai appurato di avere anche doti investigative, in questo capitolo si deve iniziare per forza con un morto, e poi ce n’è un altro e le indagini sui due casi si accavallano e qualche pezzo di trama viene un po’ tirato su alla belle e meglio e le descrizioni si fanno sempre più prolisse mentre la caratterizzazione dei personaggi cala quasi del tutto... mi chiedo come sia potuto succedere che, da un primo volume d’esordio molto accattivante, si sia finiti in un romanzetto così frivolo.

Ti ritrovi a leggere di elogi sperticati da ego montato di Sookie su lei stessa medesima (!) e a seguire colpi di scena sempre più accartocciati tra loro, il tutto condito da una superficialità di fondo davvero esagerata - e mi riferisco sia ai dialoghi tra i personaggi che a quello che si trovano a dover affrontare e gestire durante la storia.

D’accordo, non è un romanzo con un’ambientazione reale ma questo non vuol dire che si debba arrivare anche a perdere il lato realistico delle situazioni perché “tanto è un fantasy con vampiri”...

5/10

La strada

Cormac McCarthy

Supercoralli, Einaudi, 18 €

Questo libro è stato per me la rivelazione del 2009, mi era stato consigliato da un lettore blogger qualche anno fa ma non avevo mai prestato molta attenzione alla segnalazione, il fatto di essere stato recentemente trasposto al cinema (tra gli interpreti c’è anche Viggo Mortensen) mi ha fatto ritornare alla mente quel vecchio consiglio.

E’ la cronaca del viaggio on the road di un padre e un figlio rimasti tra i pochi sopravvissuti di una catastrofe apocalittica avvenuta nelle terre d’America, e presumibilmente (ovviamente) anche nell’intero pianeta.

I due, soli tra desolazione, fame, freddo e pericoli sempre in agguato, attraverseranno l’entroterra americano per arrivare alla loro unica speranza di vita, l’unico scopo che li fa peregrinare in territori e città in completo sfacelo.

E’ un racconto angosciante, tetro, crudo, con episodi di alta tensione, ma dal quale risalta sempre e comunque l’amore tra un padre e un figlio, un affetto tenerissimo e commovente.

Ridotti all’osso i dialoghi, il libro è praticamente costruito quasi esclusivamente sulla descrizione di quello che il figlio e il padre vedono, anzi, sono costretti a vedere durante il loro cammino e pian piano si delinea il passato e il presente di quello che stanno vivendo, con qualche ricordo delle vita pre-apocalisse del padre che ritorna nei suoi sogni.

Non si riesce a seguire tranquillamente il viaggio di queste due persone, è troppo difficile non farsi trascinare nella sua atmosfera cupa e di totale disperazione; e brutto è stato leggere le descrizioni incentrate sul bambino: non ha mai visto il mondo di prima e non conosce la parola felicità, è triste, impaurito, però è anche l’unico che riesce a provare pietà e solidarietà verso i rarissimi viandanti che incontra con il padre sulla strada. Perché in fin dei conti un po’ di speranza c’è in questa storia, anche se a conti fatti la sensazione finale che mi è rimasta è scoraggiante e la frase che ho pensato nel momento in cui ho chiuso il libro è stata “Ecco, finiremo così!”.

Ad ogni modo “La strada” occupa il primo posto della mia top-ten del 2009.

10/10

[Mi è dispiaciuto averlo dovuto prendere in biblioteca, ma il prezzo di copertina era troppo alto, aspetto che esca l’edizione economica. Sempre che esca...]

sabato 12 dicembre 2009

Letture di palo in frasca




Diario intimo di una squillo perbene

Belle de Jour

Sonzogno, 15 €


Essa - donna inglese non ben identificata di cui si conosce solo l’elevata provenienza sociale e la sua notevole cultura - aveva deciso, qualche anno fa, di pubblicare su di un blog le sue esperienze come escort di lusso.

L’ascesa carrieristica che si era prefissata a Londra non era andata esattamente come aveva programmato, così Essa aveva optato per il mestiere più antico del mondo e, catapultata in un circolo di uomini (ma anche donne) vogliosi di squallido sesso a pagamento, era riuscita in meno di un anno di lavoro a risolvere tutti i suoi problemi economici.

Il libro è la trasposizione cartacea di quel diario che suscitò a suo tempo qualche scandalo ma soprattutto curiosità sulla vera identità della Essa in questione (che recentemente si è poi rivelata con nome e cognome e ha pure dato il consenso per trasformare il tutto in un telefilm).

Indubbiamente la laurea e il master in (???) non mi ricordo cosa dell’autrice hanno fatto il loro rendendo il libro molto sobrio, dalla alta padronanza e raffinatezza del linguaggio; traspaiono consapevolezza e a volte divertimento da queste confessioni, tant’è che lei è sempre convinta e sicura di rendersi disponibile al miglior acquirente e un certo appagamento sia fisiologico che psichico non le verrà mai meno da questa attività.

Ma lo svendersi intimamente per soldi è una concezione di vita, anche quando temporanea, che non concepisco e anche se il tutto è narrato in maniera eccellente, senza scivolate nel volgare, non riesco proprio a ricavarci nulla di edificante da una lettura così.

La sufficienza va solo per l’apprezzamento al lessico forbito.

6/10




Coraline

Neil Gaiman

Oscar Bestsellers, Mondadori, 8.80 €


Quattordici sono le porte che si possono contare nella nuova casa di Coraline, una di queste però è lugubremente speciale: fa da tramite tra il mondo reale e il suo duplicato. Solo che quest’ultimo è difettoso...

La piccola Coraline finirà rinchiusa al di là della porta e verrà catapultata in una dimensione del reale che fa paura anche ai grandi: Coraline, contando solo sulle sue forze, dovrà tenere a bada una donna che dice di essere sua madre ma che ben presto si scoprirà essere una diabolica megera che con la sua astuzia ha plasmato e soggiogato tutto quello che compone e da forma all’altro mondo. Ma la bambina sarà ancora più scaltra e intelligente della strega e superando inquietanti prove diventerà grande e risolverà, come conseguenza di questa avventura, tutti gli screzi tra lei e suoi distratti genitori sempre occupati tra impegni e lavoro.

Un’altra bella lettura da proporre ANCHE agli adulti, istruttiva e terrificante al tempo stesso passa da tematiche come il rapporto tra genitori e figli e la crescita psicologica, a scene di horror gotico ambientate in un mondo favolistico che invece di essere roseo e incantato come si supporrebbe è esattamente il contrario.


8/10

domenica 22 novembre 2009

I libri del Dr. Seuss e quello di Sarah Felberbaum

I libri del Dr. Seuss

L’uovo di Ortone | Ortone e i piccoli Chi! | Prosciutto e uova verdi | Il gatto e il cappello matto [tutti editi da Giunti]

Il Dr. Seuss (letto “suss”), autore di piccoli libriccini di tanti anni fa, mi è capitato sotto mano per caso in biblioteca ed è strano come da bambina non abbia letto proprio nulla di suo...

Quello che mi ha colpito favorevolmente delle sue storie, oltre ai disegni buffi e colorati in maniera essenziale, sono le morali che si ricavano alla fine delle avventure (sempre in rima) dei suoi personaggi: due fratellini capiranno che non si devono dire le bugie ai genitori e tanto meno fidarsi degli sconosciuti; gli antipatici amici di un timido e generosissimo elefante si renderanno conto che anche l’essere vivente più microscopico ha la stessa importanza di loro grandi e adulti; che gli impegni presi si mantengono fino alla fine; che l’unione fa la forza e così via con tantissimi spunti da cui partire per dare ai più piccoli validissimi insegnamenti di vita divertendosi e soprattutto usando pochissime parole che riescono però a descrivere in maniera lineare concetti universali.

20/10 per il Dr. Seuss!!!

Baby Vogue

Sarah Felberbaum

Marsilio, collana Farfalle, 11 €

L’esordio letterario dell’attrice Sarah Felberbaum si concentra sulle incomprensioni amoroso-affettive di due giovani affetti da un’insofferenza cronica per le naturali dinamiche della vita.

Nonostante siano (a detta loro) entrambi progenie di famiglie assai benestanti, e nonostante abbiano entrambi lavori promettentissimi e lucrosissimi di cui vanno fieri e soddisfatti i due hanno la malsana abitudine di soffermarsi insistentemente su certe menate segaiole quali: lei ha un amante e io non la sento mia; io voglio i miei spazi e quindi voglio stare solo; io sono depressa e ho bisogno di fare shopping; i nostri genitori non ci capiscono; noi due non scopiamo, perché?; ho bisogno di più Prozac.

Ecco, al di là di queste analisi pseudo psicologiche e sociali che ti triturano il cervello, il bello è che nemmeno lo stile di scrittura pare essere, se non buono, almeno sufficiente. E’ troppo grossolano e l’alternarsi nella storia dei due punti di vista - femminile e maschile - tende ad avere sempre e comunque una pendenza verso uno sguardo fin troppo femminilizzato, e quando parla lui mi è sembrato di leggere i discorsi di una pappamolla appassita...

...?

sabato 7 novembre 2009

Assortimento

Una famiglia americana

Joyce Carol Oates

Marco Tropea Editore, 18 €

I Mulvaney rappresentano la tanto agognata american way of life e tutti, nella piccola cittadina in cui vivono, li guardano o con una certa invidia o con compiacimento. Perché loro ce l’hanno fatta, loro sono i Mulvaney!

Ma quella patina di rispettabilità, di armonia, di pace e benessere decade inesorabilmente scoprendo, in concomitanza di un terribile episodio che ha per oggetto l’unica figlia femmina, la realtà di una famiglia che in verità è ben lontana dall’essere perfetta.

Verranno alla luce voglie sanguinose di vendetta, crolli psicologici, vizi, rancori; insomma l’incapacità di affrontare i problemi e di restare una famiglia unita.

I sogni si sgretolano e nemmeno un relativo lieto fine può cancellare 506 pagine affette da logorrea acuta in cui ogni membro della famiglia, nessuno dei quali spicca per simpatia, ha eretto un muro di astio/indifferenza verso quello o quell’altro famigliare. Così non ci troviamo più di fronte ai “MULVANEY” ma solo a una famiglia americana come tante piena di difetti e con poche certezze...

6½/10

Push. La storia di Precious Jones

Sapphire

Rizzoli, fuori catalogo

Recuperato in biblioteca il libro è stato da poco trasposto al cinema ma a quanto pare a nessuno è venuto in mente di ristamparlo prima dell’uscita del film...

Siamo negli anni ’80. Precious vive con la madre nei bassifondi di New York, è un’adolescente di colore, obesa, analfabeta e già madre a 12 anni perché vittima di violenze paterne.

La madre la picchia, la tratta come una schiava e ne abusa a sua volta.

Un quadro di degrado totale e di assenza di sentimenti fa da sfondo alla storia di questa ragazzina, ma qualcosa cambierà quando Precious deciderà di studiare sul serio, recuperare gli anni persi, di istruirsi per avere un futuro e scappare da una famiglia che le ha usato solo violenza.

Scritto in forma diaristica il libro non è di facile lettura, sia per il linguaggio grossolano e privo di sintassi - che denuncia maggiormente lo stato di degrado in cui Precious è sempre cresciuta - sia per la crudezza degli episodi di vita della ragazzina.

A leggerlo mi sono resa conto che la storia di Precious è quella che mi ha colpita e messa a disagio più di tante decadenti e brutali lette fino ad ora (ad esempio “Requiem per un sogno” di Selby Jr.); però l’ultimo duro colpo di scena verso il finale poteva anche essere risparmiato, in questo modo mi è sembrato veramente eccessivo fare oggetto Precious di un’ulteriore disgrazia.

6½/10

L’amante indiano

Carolyn Slaughter

Tea Due, 8.60 €

N’altra sola...

Isabel approda nell'India degli anni '20 al seguito del marito (ufficiale dell'esercito inglese) dopo esserselo sposato come ultima spiaggia prima di cadere nel tedio di una vita borghese.

Dato che lui è impegnato fin da subito sul fronte di battaglie sanguinose, lei si fa l'amante identificandolo così su due piedi con un medico indiano coltissimo e ricchissimo visto solo una volta (in lontananza) al suo arrivo.

Poi succede che lei si ammala e lui la assiste durante i deliri malarici. Scontatamente il medico è attratto in maniera spropositata dal fulgore di questa giovine inglesina e si trattiene a stento dal possederla lì immediatamente sul lettino della convalescenza.

Seguono improbabili avventure dei due tra la vegetazione lussureggiante di un'India in preda a rivoluzioni e attentati per l'indipendenza dal colonialismo (addirittura lei decide di diventare medico!), fino a quando riappare il redivivo marito che, in quell'anno di lontananza da casa, dice di averla sempre fatta pedinare e quindi di aver scoperto i suoi intrallazzi amorosi.

Egli rivendica poi maggiormente con orgoglio il suo essere cornuto mettendo in piedi macchinazioni poco probabili che porteranno Isabel dritta in manicomio; ma la buon'anima dell'infermiera (caduta dal cielo, credo) la aiuta a scappare mentre il medico è soggetto a tremende torture perché accusato di terrorismo.

I due, riunitisi, fondano un ospedale (?!) e lei gli rivela di essere pure gravida.

Peggio di così.

2/10

Confessioni di una maschera

Yukio Mishima

Feltrinelli, 7.50 €

Affascinata dal suicidio teatrale di questo autore avevo capito che mi sarebbe stato utile, per conoscere qualcosa della sua vita, partire dal romanzo “Confessioni di una maschera”.

In realtà il libro presenta solo vaghi accenni a episodi autobiografici di Mishima, avendo come attenzione principale lo sviluppo sessuale del protagonista (alterego di Mishima stesso) e la presa di coscienza della sua omosessualità.

Ho trovato tutto il racconto veramente pesante, pieno di analisi introspettive, crucci a non finire sulla propria vera identità celata dietro una maschera di irreprensibilità, continui giochi psicologico-sessuali per mettere alla prova le proprie reali tendenze. In totale un autoanalisi che non mi interessava seguire perché attratta, io come lettrice, più verso un racconto generico dell’esistenza di Mishima piuttosto che dalle sue inclinazioni ed esperienze sessuali.

Praticamente ho sbagliato libro...

...

Middlemarch

George Eliot

Oscar Mondadori, Mondadori, 9.80 €

Effetto Roipnol

Leggevo due righe e mi addormentavo... leggevo due righe e mi addormentavo...

[sì, ok che avrei dovuto dargli una chance in più, impegnarmi e bla bla bla, però vi GIURO che non ho intenzione di parcheggiare tra gli scarti questo romanzo della Eliot. Ritenterò.]

lunedì 28 settembre 2009

Letture di agosto (3/3)


Il pozzo della solitudine

Radclyffe Hall

Corbaccio, 22.60 € [acquistato per soli 4 € incenerendo in un secondo i punti accumulati da Feltrinelli]


Nel 1886 Stephen nasce bambina in una famiglia borghese legata a certi stereotipi dell’epoca su casa, nucleo famigliare, istruzione, amore, ecc. Negli anni della crescita la bambina palesa fin da subito la sua natura omosessuale, istigata forse da un certo atteggiamento materno che la voleva, già durante i nove mesi di gestazione, maschio.

Ma siccome ahimè sei nata tu (parafrasando la sigla di Lady Oscar) Stephen tribola per trovare una sua dimensione di vita, non riuscendo a capire nemmeno il vero significato di certe sue pulsioni sia mentali che sessuali. L’unico ad aver ben chiara la situazione è il padre, ma per il bene della famiglia tace fino al momento della morte.

Stephen intanto diventa adulta e al compimento della maggiore età eredita la parte di patrimonio che le spetta per testamento. Ora è una donna che può scegliere cosa fare della sua vita, e si innamora di una ricca signorina insoddisfatta...

Il romanzo, molto lungo, è godibilissimo pur essendo stato pubblicato per la prima volta nel 1928 e presenta certi passaggi e discorsi assai arditi per essere un libro così datato (e infatti fu messo al rogo).

La condizione di reietti degli omosessuali, qui in particolare delle lesbiche, è ben analizzata e vengono messe in luce le diverse contraddizioni in cui la società, paragonabile alla nostra odierna, cade nel denigrare loro; si insiste poi su un concetto molto importante che è quello dell’”esistere” come persona omosessuale, con tutti i ragionamenti che ne conseguono. Va precisato però che Stephen sembra essere/sentirsi più transgender che lesbica, e lo si nota continuamente sia nei suoi sfoghi e nelle sue elucubrazioni mentali sia nel suo modo di vestirsi e di rapportarsi con le donne che incontra nella sua vita.

Inserire quindi questo volume all’interno della letteratura “lesbica” non è propriamente esatto, tant’è che certe discussioni in merito sono state sollevate parecchie volte; ad ogni modo il volume, pur avendo certe cadute di stile nel patetismo, è importantissimo perché è il primo romanzo avente come protagonista una donna dichiaratamente lesbica e che vive senza piegare il suo essere ai dettami dell’epoca.


8½/10



Il matrimonio perfetto

Th. H. van De Velde

[fuori catalogo da secoli!]


Questo librone, vera e propria guida ginecologica pubblicata per la prima volta nel 1926, veniva letto con interesse da Martha Quest protagonista del ciclo “I figli della violenza” scritto da Doris Lessing. L’ho recuperato in biblioteca grazie al famoso Fattore C e gli ho dato una scorsa d’insieme: il libro ha il privilegio di aver affrontato temi e argomenti visti in quegli anni come tabù e osceni, quando invece discuterne contribuiva a sciogliere dubbi di carattere fisico-sessuale, ma soprattutto ha detto chiaro e tondo che il miglior ingrediente per far funzionare un matrimonio è il sesso e di conseguenza l’armonia di coppia.

Ovviamente alla sua pubblicazione il medico ginecologo olandese, autore del trattato, fu additato dalla Chiesa Cattolica per aver scritto un testo “sconveniente” e il suo libro - nonostante le numerosissime ristampe in svariate lingue del mondo - venne messo nella lista nera insieme alle opere di Balzac, Sartre e Defoe per citarne alcuni.

Nel ’68 complici certi fermenti culturali e di liberazione sessuale il volume fu riproposto anche al cinema sottoforma di documentario diretto da Franz Seitz che nel 1979 figurerà tra gli sceneggiatori de “Il tamburo di latta”.


8/10

venerdì 18 settembre 2009

Letture di agosto (2/3)

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Ayla figlia della terra

Jean M. Auel

Tea Due, 8.50 € [l’edizione del 2009 costa però 8.90 €]

Ok, lo ammetto: mi sono avvicinata alla saga di Ayla ambientata nella preistoria solo per le numerose scene di sesso esplicito - presenti soprattutto nei quattro volumi successivi.

Nel primo romanzo però ci si focalizza più su descrizioni scientifiche e geografiche che aiutano a capire com’era l’Europa durante l’Era Glaciale e come erano suddivisi i popoli dell’epoca. Tutto molto dettagliato e anche assai noiosetto... l’abbiocco però sfuma a metà volume quando ormai la protagonista della storia, la giovane orfana Ayla figlia degli uomini del futuro, è finalmente ben integrata nella comunità di cavernicoli che l’avevano salvata in tenera età.

In quel frangente Ayla, crescendo, aveva dovuto combattere contro incomprensioni con un clan diversissimo dal suo, perché lei troppo evoluta rispetto alla tribù dei primitivi: Ayla ha coscienza di sé come donna e quindi pretende rispetto ed emancipazione da convenzioni retrograde a costo di essere emarginata e trovarsi di nuovo sola nella sconfinata terra preistorica.

Quanto questo possa essere verosimile non lo so, ma è curioso e interessante pensare che 30.000 anni fa, tra mammut e leoni delle caverne, già covassero in stato embrionale le lotte delle suffragette...!

Questo volume però si interrompe bruscamente, è necessario leggere i capitoli successivi per conoscere il futuro di Ayla e dato che tutto sommato ho trovato la sua storia piacevole, venata com’è di sentimentalismo ed episodi poetici, continuerò la lettura della serie.

7/10

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La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo

Audrey Niffenegger

Oscar Mondadori, Mondadori, 9 €

Un successo strombazzato a più non posso e alla fine quando me lo sono letta tutto mi sono chiesta: ma dov’è tutta questa bellezza??

La storia d’amore tra Henry DeTamble e Claire Abshire che si protrae nel tempo e nello spazio tra i continui salti temporali di lui, affetto com’è da una disfunzione genetica che lo fa viaggiare nel tempo in maniera passiva, manca prima di tutto di una chiara e netta caratterizzazione dei personaggi principali; la narrazione si concentra su particolari irrilevanti (tediose descrizioni di cene dai parenti, e perdite di tempo su come lui appoggia il bicchiere sul tavolo e come si sposta nella stanza, ecc. quasi fosse un abbozzo di sceneggiatura per il film che effettivamente ne è già stato tratto), e soprattutto si è perso di vista il lato romantico e passionale che poteva uscire da una storia come questa. Di lui e lei ho capito solo che scopavano da dio, ma per il resto...

Anche la parte fantascientifica del racconto è solo accennata e abbandonata da eventuali approfondimenti già dopo pochi capitoli. Mi sarebbe piaciuto leggere di più su quegli studi genetici e sulle diverse persone affette anche loro dalla stessa anomalia, l’autrice però molla tutto e tanti saluti. Forse che era troppo arduo mettere in piedi un argomento di quel tipo, con matematica quantica e quant’altro?

Avrei anche tagliuzzato il testo qua e là riducendolo di un buon terzo, dato che di lungaggini ne è zeppo però non mi sento di bocciarlo completamente, in fondo contiene una trama di base molto bella (una coppia che rimane legata anche nell’eternità) anche se è stata sviluppata in maniera mediocre.

In ultimo vorrei sapere a chi della Mondadori è venuta l’idea di ristampare il volume con una copertina nuova. ORRENDA.

6½/10

martedì 8 settembre 2009

Letture di agosto (1/3)

Eccomi!!! *embeh?*

Di seguito i libri che ho letto durante tutto il mese di agosto; di vacanza effettiva ho fatto solo 10 giorni in Valle d’Aosta, dato che ho lavorato fino al 18 di agosto compreso (ma che caldo ha fatto quest’anno???).

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Finché non cala il buio

Charlaine Harris

Lain, Fazi, 12 €

Non conoscevo la Harris e la sua saga con protagonista la cameriera Sookie Stackhouse fino a quando mia sorella non mi ha passato il primo volume in questione.

Sookie è svampita e un po’ frivola, sembra avere tutti i cliché scontati della cameriera, ma in realtà vivendo in un indefinito futuro ha la particolarità intrigante di riuscire a leggere nel pensiero di chiunque le stia attorno. Beh, chiunque tranne uno... la persona che non riesce a percepire è uno dei nuovi avventori del bar in cui lavora: Bill il vampiro.

Di esseri ibridi ce ne sono diversi che popolano il mondo futuribile creato dalla Harris, Bill e Sookie si distingueranno per essere coinvolti in una serie di omicidi che faranno virare il romanzo verso il genere thriller mentre il loro rapporto diventa qualcosa di più profondo e tenero introducendo tra le righe anche qualche scena di sesso.

Nel complesso è una buona lettura anche se un po’ troppo “leggera” e facile, ma datemi qualsiasi cosa con dentro dei vampiri purché non si chiamino Edward! Dopo la disastrosa esperienza con il secondo volume della serie di “Twilight”, mi ci voleva qualcosa per disintossicarmi prima di procedere con le successive seghe mentali della coppia Bella-Edward.

Comunque, la vita di Sookie continua nei volumi successivi (in totale sono nove, questo compreso) che credo leggerò in lingua originale data la scarsissima traduzione italiana poco curata anche dal punto di vista di errori ortografici a iosa... e anche perché gli ultimi tre libri non sono ancora stati tradotti dall’inglese.

Nel frattempo è stata trasmessa la prima stagione di TRUE BLOOD su Sky, telefilm tratto da questa serie con nei panni di Sookie quella che fu Flora in “Lezioni di piano”: Anna Paquin.

7/10

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Moonacre. I segreti dell’ultima luna. Il cavallino bianco

Elizabeth Goudge

Rzzoli Narrativa, Rizzoli, 18.50 € [meno male che l’ho preso in biblioteca!]

Pubblicato per la prima volta nel 1946 e risucchiato per decenni nel famoso “Tunnel del dimenticatoio”, “Moonacre” è stato ristampato in concomitanza dell’uscita del film omonimo e per via di dichiarazioni di un po’ di tempo fa di J. K. Rowling in cui quest’ultima sostiene di essersi ispirata a questo libro per scrivere la saga di Harry Potter.

Non mi sarei mai aspettata una roba così prolissa, vezzosa e ammorbante noia in tutti i paragrafi.

Come in ogni fiaba scontata che si rispetti i personaggi buoni sono tutti smielosi, felici e angelici; i cattivi invece - che vestono (guarda caso) di nero - sono cattivi ma proprio cattivi-cattivi-cattivissimi.

Il lieto fine non può certo mancare ed è così fastidioso, zuccheroso e prevedibile che fa quasi pena...

4/10

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Lessico famigliare

Natalia Ginzburg

Einaudi Tascabili, Einaudi [regalo!]

Ero molto curiosa di leggere per la prima volta una delle opere di Natalia Ginzburg, e qualche mese fa mi sono fatta regalare (sì, era un ordine, ahah!) dal moroso “Lessico famigliare” che sapevo essere fra i suoi libri più famosi.

Certo l’idea di raccontare la storia della sua famiglia attraverso i ricorrenti “tic verbali” pronunciati da ciascuno dei suoi famigliari era molto interessante e insolita, e così lo è stata fino a metà volume ma quando a un certo punto ho notato che nella narrazione mancavano elementi (secondo me) fondamentali per contestualizzare meglio il periodo predominante in cui si svolgono le vicende - epoca fascista e gli anni della Seconda Guerra Mondiale - ho portato a termine la lettura in maniera svogliata. La Ginzburg in quelle pagine insiste col porre l’accento sulle gite fuori porta fatte dalla sua famiglia, sulle vacanze in montagna, sulle discese in “ski”, sulla sua nuova vita di donna sposata con bella casa borghese tutta per sé munita pure di domestica, sui bei vestitini che la sorella e la madre si facevano fare dalla sarta in tempo di guerra... eccetera eccetera.

Di bombardamenti, restrizioni economiche e del vivere in quei tempi non se ne parla. Sembra che la famiglia Levi vivesse in un limbo di pace e serenità assoluta.

Mi hanno lasciata perplessa i commenti sbrigativi sui periodi passati in carcere da sua padre e dal fratello accusati di collaborazionismo, e soprattutto la freddezza nel raccontare con un paio di frasi stiracchiate l’uccisione del marito dopo la cui scomparsa si ritrovò completamente sola e con due bambini molto piccoli.

Capisco che abbia avuto delle remore nell’aprirsi al racconto di episodi così personali - tant’è che di sé stessa non racconta proprio nulla! - ma allora perché scrivere un romanzo autobiografico...?

6/10

giovedì 23 luglio 2009

And the winner is... Roberto Giacobbo!

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Il grande mare dei Sargassi

Jean Rhys

Adelphi, 11 €

Nell’ambiente selvaggio della Giamaica di metà Ottocento Antoinette vive un’infanzia travagliata perseguitata dagli errori e dalle desolazioni della sua ricca famiglia di coloni decaduti. Le macabre leggende e credenze della servitù indigena che segue la sua famiglia la terrorizzano e perseguitano anch’esse fino all’età adulta quando viene data in moglie a un inglesotto nullafacente.

Lei, passionale e legata comunque alla cultura aborigena essendo una creola, viene fraintesa nei suoi comportamenti dal giovane sposo che la opprimerà psicologicamente fino a costringerla ad un tristissimo epilogo in cui un gioco letterario legherà il personaggio di Antoinette a quello di Bertha Mason in “Jane Eyre” di Charlotte Brontë.

Questa trovata non mi è però parsa poi molto accattivante, scrivere cioè una sorta di antefatto alle vicende di “Jane Eyre”; l’attrattiva del romanzo della Rhys sta secondo me soprattutto nella denuncia contro qualsiasi tipo di violenza e abuso, siano esse di tipo razziale, sessuale [il Mr. Rochester della Rhys, cioè il neo sposo di Antoinette di cui non viene però MAI detto il nome, è un ripugnante arrivista e maschilista] o di classe, e infine contro i pregiudizi che condizionano i rapporti con le persone.

Inoltre ho trovato affascinante la descrizione di un ambiente così lontano dal nostro come quello incontaminato della foresta giamaicana.

8/10

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2012. La fine del mondo?

Roberto Giacobbo

Ingrandimenti, Mondadori, 17 €

Voglia di approfondire e curiosità mi hanno avvicinata all’ultimo libro di Giacobbo, autore televisivo che non amo molto principalmente perché nel suo programma “Voyager” non c’è mai una buona volta in cui dia una conclusione EFFETTIVA di tutto quello sbrodolamento di informazioni che nell’arco di una puntata lancia addosso agli spettatori sui più svariati argomenti. Giacobbo non ha il dono del tirare le somme e concludere degnamente una puntata, dà solo un sacco di input e poi ti saluta alla prossima settimana.

E fa esattamente la stessa cosa anche in questo libro dalle pagine spesse come cartone, dall’interlinea 24 e dalla grandezza del carattere a passo 60 (praticamente sono 187 pag. ipotetiche perché realmente saranno un’ottantina scarsa...).

La prima parte è l’unica che si salva, in cui vengono riassunte (però palesemente a copia-incolla) il marasma di profezie, credenze e ritrovamenti archeologici che ipotizzano un grande avvenimento per quella data fatidica del 21/12/2012.

Segue un non chiarissimo capitolo sul rapporto della scienza con i cambiamenti climatici, magnetici, geochimici, ecc., che investiranno il nostro pianeta a partire dal 2012; più paginette di ammennicoli vari su Nostradamus, Malachia e gli alieni.

E QUINDI???

Ah, guarda! c’è un capitolo con la CON-CLU-SIO-NE!

E dice che... potrebbe darsi che moriremo tutti... oppure... che non succederà un cavolo di niente???

Beh, grazie Roberto, ora ho le idee moooolto più chiare.

Sì, certamente.

n. c.

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Principesse azzurre - Racconti d’amore e di vita di donne tra donne (vol. 1)

AA. VV.

Mondadori, 8.80 €

Raccolta di racconti di svariate autrici italiane e non che parlano della condizione della donna e della sua sessualità sia essa eterosessuale che lesbica.

Interessantissime l’introduzione della curatrice della raccolta, Delia Vaccarello, e l’appendice a fine volume sulla storia e lo sviluppo della letteratura omosessuale in Italia. Entrambe ricche di spunti per le mie prossime letture!

7/10

E in ultimo una recenZione un po’ vecchiotta, risale al marzo scorso.

Natascha - Otto anni con l’orco

Allan Hall e Michael Leidig

Sperling & Kupfer Editori, 16 €

Mentre in queste ore si sta decidendo la condanna definitiva per Josef Fritzl - reo confesso di aver tenuto segregata in una cantina per 24 anni la figlia Elisabeth e di aver concepito con lei sei figli - ho finito di leggere questo saggio incentrato su un’altra vicenda assurda uscita allo scoperto nell’agosto del 2006 quando una giovane ragazza aveva dichiarato di essere appena fuggita dall’uomo che l’aveva rapita all’età di 10 anni e che l’aveva tenuta prigioniera in una cantina per gli otto anni successivi.

Il caso di Natascha Kampusch, questo il nome della ragazza, ha fatto scalpore da subito anche perché la polizia l’aveva data ormai per dispersa (morta?) nel 2000 dopo un paio d’anni di ricerche infruttuose, piste sbagliate, indizi insabbiati e accuse ai danni della madre di Natascha che la volevano complice del rapimento della figlia.

Il libro in questione, scritto da due giornalisti che fin dal 1998 hanno seguito passo passo il caso, cerca di dare un quadro generale dei fatti accaduti in quegli otto anni e di spiegare quali siano stati gli sbagli della polizia nel condurre le indagini, quale sia stato effettivamente il ruolo della madre della ragazza in tutto questo, chi era Wolfgang Priklopil (questo il nome del maniaco) e quale rapporto aveva con Natascha (erano amanti? io credo di sì, si volevano bene veramente).

Il problema è che pur dando un’enorme quantità di informazioni, testimonianze prese dai verbali o fatte direttamente dai due giornalisti alle persone vicine a Priklopil e alla famiglia Kampusch, l’impressione finale che ho ricavato è di un libro basato esclusivamente su congetture senza fondamento, pochissime notizie certe, e quindi di aver letto solamente 263 pagine di supposizioni.

Certamente il lavoro dei due reporter ha messo in luce tantissimi aspetti non ancora chiariti della vicenda (ad esempio che Priklopil in realtà negli ultimi due anni di prigionia permetteva a Natascha di uscire e andare in negozi e centri commerciali, musei e brevi viaggi addirittura sulle nevi per sciare! e che lei raramente dopo il primo anno di segregazione viveva 24 ore su 24 chiusa nella sua claustrofobica stanzetta in cantina, e che in pratica condivideva con l’uomo una vita “quasi” normale girando liberamente nella villetta di Priklopil tra faccende domestiche, pranzi da preparare e un film da guardare insieme alla tv), ma a parte questo il libro non dà certezze. Il lettore non può fare altro che aggiungerci gli ulteriori sui dubbi e a questo punto secondo me questo caso di sequestro abominevole resterà sempre ricoperto da una miriade di punti interrogativi, visto anche che Natascha di certe cose si rifiuta di parlare apertamente e che Priklopil, che era il tassello più importante di questa fatto di cronaca che poteva spiegare i numerosi “perché?”, si è suicidato lo stesso giorno della fuga di Natascha.

p.s.: nel libro si fa riferimento ad un altro caso di segregazione ai danni di due giovani ragazze avvenuto nel 2000: le russe Yelena Simakhine e Katya Martynova (17 e 14 anni) furono rapite da Viktor Mokhov in quell’anno e segregate nella cantina di casa sua fino al 2004, quando la più grande delle ragazze riuscì a fuggire. L’uomo in quei quattro anni aveva messo incinta Yelena per ben due volte facendo sparire poi i bambini appena nati in un orfanotrofio e al momento della fuga la ragazza era di nuovo incinta all’ottavo mese (il bambino nato “in libertà” però non sopravvisse). Vorrei sapere: c’è qualcuno che può darmi delle indicazioni sul rapimento di queste due ragazze? perché in rete ho trovato solo pochissimi e brevissimi articoli in inglese che però non danno molte informazioni e quelli di testate giornalistiche on-line russe sono scritti in cirillico e ahimè non so leggerlo...

5/10