venerdì 29 aprile 2011

Giacchina in jeans

Ecco cosa stavo ultimando una decina di giorni fa:

La stoffa l’ho presa in via Lario a Milano, c’è un enorme negozio di scampoli di tutti i tipi e prezzi in cui ci sono stata per la prima volta all’inizio di marzo, fino ad ora mi sono sempre servita del rifornitissimo “retro bottega” di Diffusione Tessile a Cesano Boscone (Mi) più un negozietto nel quartiere industriale vicino a casa mia dove la proprietaria ti regala sempre ½ metro in più di quello che richiedi (lo fa con tutti e non ne capisco il torna conto, elargisce pezzi di stoffa in più, così, a caso...! comunque buon per noi, no?!).




Il modello della giacchina (spero non mi accusino di plagio) l’ho copiato da un sito d’abbigliamento inglese - Boden - che ad ogni stagione mi invia anche a casa gratuitamente la sua rivista. Trovo sempre buoni spunti da scopiazzare (ihihih!) e inoltre come linea di abbigliamento mi piace perché fa accostamenti di colore anche bizzarri.




Ho testato anche tutte le potenzialità della mia nuova supersonica macchina da cucire (poi in un altro post parlerò solo di lei) tra cui le asole e, ancora più difficile, non quelle classiche ma quelle a goccia che l’altra mia vecchia (e dipartita) macchina non faceva. Nonostante l’agitazione di sbagliare (sai che tortura dover disfare le asole, con quei punti fitti-fitti...) è filato tutto liscio e lì ho avuto la conferma di aver scelto la macchina giusta. :)


Ma vogliamo parlare dei bottoni??? Mi sono costati 16, SE-DI-CI, euro e altri che andassero bene non ce n’erano: o erano troppo piccoli o il colore era troppo chiaro o troppo scuro. E la sciura della merceria mi fa “Eh sì, ma questi sono VERO CORNO D’AFRICA!”. Ah beh, allora!!!

La giacchetta l’ho portata con me ad Orta (No) quando sono partita col moroso per un paio di giorni nel fine settimana di Pasqua.
Eccola in trasferta:




Intanto ho quasi terminato dei regalini pasquali per le amiche, da riempire di ovetti di cioccolato. Sì, Pasqua è già bella che andata ma la cena con le amiche sarà questo sabato.


lunedì 18 aprile 2011

sabato 16 aprile 2011

Ci siamo quasi...

Primavera








Questi tulipani dovevano essere così:




"Secondo me" i miei hanno un po' (un po'???) meno venature, e anche i fiori più piccoli nati sullo stesso gambo non sono da meno, anzi, tendono ad avere il bianco con una colorazione che a me sembra quasi un panna... all'epoca delle foto i boccioli piccoli non si erano ancora schiusi, e il terzo bulbo non aveva ancora prodotto nulla, ora è fiorito anche lui ed è tale e quale ai suoi due compagni.

Nota per le seguenti foto: nell'arco di dieci giorni lo scenario del mio giardino è un po' cambiato, la camelia ha esaurito tutti i fiori, la pioggia d'oro ora è piena di foglioline verdi, i tigli sono stracarichi di foglie e di fiori profumati, e così via...







Questi invece dovevano essere così:




Direi che ci siamo!!
I bulbi di questi tulipani ho notato che hanno avuto almeno un bulbillo (in un caso ne ho trovati due) che ha tentato (invano) di sfiorire, ma erano talmente piccoli che una volta che il fiore era arrivato a metà della crescita - bastava solo qualche giorno in più e i petali si sarebbero aperti - il tulipanino non ce l'ha fatta ed è avvizzito.







La casina per il mangime degli uccellini ormai è vuota, con la bella stagione passeri, pettirossi, cinciarelle e quaglie (i volatili che vedo più di frequente girare nel mio giardino) non si fanno vedere, non hanno più difficoltà a trovare da mangiare anche da soli. Riprenderò a riempire di mangime la casetta, e gli altri dispenser appesi sotto la grondaia di casa, a ottobre inoltrato. Ora stiamo aspettando le rondini che da quasi cinque anni hanno preso casa nostra come riferimento; il nido è ancora vuoto, di solito all'inizio di aprile arrivavano. Chissà se torneranno anche quest'anno...




I primi quattro germogli di zucchette ornamentali. Oggi il vaso è pieno per 3/4 di questi piantine, aspetto che crescano ancora un po' e poi le diraderò.




Speriamo ne nascano tante e che (soprattutto) tutte arrivino a maturazione. Non vedo l'ora questo autunno di riempirci i davanzali di casa e la mensola del camino.

Ho seminato anche zucche ornamentali Big Max (un nome un programma! saranno mica come quelle di Cenerentola?? ;)), zinnie, papaveri giganti orientali e... GIRASOLI! Questo è il primo anno che provo a coltivarli, tutti i semi piantati hanno germogliato, ne ho contati più di 40 (!!) a cui ho dovuto fare una cernita, per forza, non sapevo più dove girarmi per trovare il posto dove ripiantarli tutti per dargli spazio e terra a sufficienza.











Mia nonna paterna abita al di là del muro e questo ciliegio è nel suo giardino, solo che a fotografarlo da lei non riuscivo ad avere lo stesso effetto con il muro di casa sua rosa.












In casa anche i cactussini hanno prodotto.

martedì 12 aprile 2011

Sabato e domenica


Con gli sbalzi di temperatura dell’ultima settimana mi sono presa un raffreddore micidiale e domenica sera, dopo aver passato il pomeriggio in una fiera florovivaistica con mercatino dell’antiquariato, mi sono accorta che mi è venuta pure l’abbronzatura a muratore.
Gli acquisti del fine settimana: alla fiera ho preso una piantina di lavanda angustifolia e su una bancarella ho trovato un nuova campanella di ottone che devo ancora lucidare. Le colleziono da un po’ e per ora ne ho quattro (non in tutti i mercatini le riesco a trovare), ma credo non siano originali piuttosto riproduzioni d’epoca e magari tra chi mi legge c’è anche qualcuno che ne ha una identica. ;)





Credo siano due olandesini. Mi piace come lui stringe la vita della donnina, e l’aver trovato all’interno due battagli invece che uno lo trovo molto originale.


Invece sabato (il giorno prima) dopo tante ricerche infruttuose sono riuscita a trovare il numero di aprile di Sale&Pepe che aveva in allegato il libro di cucina “Buon appetito, America!” di Laurel Evans. Sì, perché adesso mi è venuta anche la mania dei libri di cucina, quelli con tante foto artistiche e graficamente molto curati! Ovviamente li compro SOLO se anche le ricette mi ispirano, perché poi ci mangio anche, non è che li tengo lì e li guardo solamente.
Questo di Laurel Evans me l’aveva prestato mia sorella che non molto tempo fa ne aveva acquistato la versione “originale” della Guido Tommasi Editore; mi era molto piaciuto e quando ho scoperto, in ritardissimo (tenete presente che molte riviste mensili escono a metà del mese precedente a cui si riferiscono, quindi Sale&Pepe di aprile era già in edicola dalla metà di marzo e questa settimana uscirà il numero di maggio), dicevo, che molto in ritardo ho scoperto che lo stesso libro era in vendita in edicola e trovarlo è stata un po’ un’impresa, ormai le copie erano quasi esaurite.



“Diffidate” della precisazione a fine volume che dice che quella di Sale&Pepe è la versione ridotta del testo originale: le ricette sono tutte presenti, manca solo qualche foto (ma non di quelle che riguardano la realizzazione dei piatti). Però sono rimasta soddisfatta lo stesso anche di questa versione di formato economico.




Come molti degli scettici pensavo che la cucina americana non avesse una "tradizione" alle spalle, ma di fronte a questo libro invece (dalle belle e colorate fotografie, non solo di piatti cucinati ma anche di luoghi, gente e quotidianità) ho ceduto all'evidenza: la cucina americana è un miscuglio appetibile di ricette provenienti dalla cultura ebraica (pretzel), inglese, italiana, etnica (India, Africa...), insomma la cucina portata oltre Oceano da chi l'America l'ha costruita arrivandoci come immigrato/colonizzatore.
Ci sono poi trafiletti riguardanti curiosità e storie personali dell'autrice in merito a un piatto piuttosto che a un altro, e consigli su come sostituire alcuni ingredienti difficili da reperire da noi in Italia, come il latticello (che faceva venire il vomito ad Arturo Bandini in "Chiedi alla polvere" di John Fante).



Poi il moroso mi ha regalato un segnalibro con un micio siamese e in una libreria Giunti ho trovato un taccuino di Holly Hobbie.



Mi è sempre piaciuta questa illustratrice, quando andavo alle elementari mi ricordo che avevo tanti quaderni con in copertina queste bambine vestite di patchwork, circondate dalla natura o mentre prendono il tè o fanno i biscotti sempre insieme a tanti gatti.

Taccuini come questo li uso per tenere nota dei libri (e dei film) che mi interessa leggere.


Domani se riesco vi faccio vedere le foto dei fiori del mio giardino e di quelli che ho piantato in autunno e che pian piano stanno nascendo.


Vi lascio con il bel tramonto di stasera, ripreso dalla finestra della mia camera.