sabato 11 giugno 2011

Letture di aprile (3/3)


Fuori tempo massimo! siamo quasi a metà giugno e non ho nemmeno recensito le letture di maggio... ;P



Tamara Drewe
Posy Simmonds
Nottetempo, 18 €


Pubblicato in origine a puntate sul The Guardian, questo graphic novel ha avuto un boom di consensi e pubblicità grazie al film che recentemente ne è stato tratto; personalmente le prime dieci pagine le ho trovate fastidiose: troppa arroganza e vanità tra i personaggi che stanno passando un periodo di riflessione in un cottage meta di scrittori e intellettuali, poi il racconto comincia a dividersi tra i vari punti di vista (giocando anche graficamente con i diversi caratteri tipografici, uno per ogni personaggio) ed entrano in scena equivoci e battibecchi, fa la sua comparsa la giovane Tamara Drewe che, tornata in campagna dopo tanti anni, ha acquisito il fascino e il potere di condizionare anche involontariamente le relazioni interpersonali tra i vari abitanti del cottage (suoi vicini di casa) facendo saltare e ingarbugliare rapporti e (presunte) certezze che comunque erano già in bilico e stavano solo aspettando il colpo di grazia.
Il tono ironico, da commedia, è alla base di tutto il volume e il fatto che sia un “fumetto” permette di assistere anche a giochi visivi come il trascorrere del tempo in una tavola e, negli interi capitoli, al passare delle stagioni - siamo pur sempre nella bellissima campagna inglese e il cottage sede degli eventi è immerso in un’atmosfera agreste di grande fascino.
La boria delle prime pagine va a scemare grazie anche ai cambi di punti di vista già citati sopra, che così danno più ampio respiro alle riflessioni e ai pensieri di ciascun protagonista e il graphic novel tende a diventare quasi un romanzo vero e proprio.
E’ un libro divertente, con quel pizzico di cinismo tutto inglese, mi è piaciuto soprattutto per l’ambientazione e come l’autrice sia riuscita a dare a ciascun personaggio una caratterizzazione ben definita.

La chicca: le due pecore in copertina alla sinistra di Tamara...!


8/10



Vi lascio con le foto del primo dei MIEI girasoli sbocciato.





domenica 29 maggio 2011

Trecentesca


Con ritardo dedico un post fotografico all’annuale ricostruzione storica medievale “Trecentesca”.
Con Luca ho passato lì il pomeriggio di sabato 21 maggio e aspettando la battaglia notturna (niente foto, non ho ancora capito come si fanno al buio!) abbiamo mangiato un'ottima torta allo zafferano (vabeh, poi pure un paninozzo con la salamella... ;)) realizzata con ricetta medievale che poi a casa ho trovato in questo sito molto interessante: Il Medioevo in Tavola. Gli ingredienti sono molto simili, questo è il link della torta salata.




















Etichette con scritta

Anna Maria mi chiedeva come ho realizzato le etichette con la scritta per i sacchettini di Pasqua 2011.

Ho usato una fettuccia alta 1,5 cm su cui ho timbrato la scritta con inchiostro per stoffa (da fissare poi col calore del ferro da stiro).
Per le lettere ho utilizzato dei timbrini alti 7 mm che ho preso da Impronte d’Autore a Milano, dove viene venduto l’intero alfabeto minuscolo, maiuscolo, in vari caratteri, ecc. (9.90 € il set). Il mio è questo.
Ho anche i numeri (4.90 €, anche loro della serie “Classica”), presi sempre in questo negozio.
Per posizionare sulla fettuccia le lettere sono andata a occhio anche perché preferisco l’effetto un po’ casuale che si ha alla fine, con qualche lettera più giù o più appiccicata alle altre, ma da Impronte d’Autore ho visto dei “righelli guida” che aiutano ad essere più precisi mentre si usano i timbri. Anche se in questo caso con una fettuccia alta 1,5 cm non credo sia proprio indispensabile...!
In alternativa si può usare un “timbra biscotti” visto nella Coltelleria Gianola a Varese che ha un supporto in cui si infilano le letterine e lì sì che si va dritti (10 € il kit). Ovvio che poi non lo si può più usare anche per fare i biscotti, a meno ché vogliate mangiarne al gusto d’inchiostro. ;)
Buon fine settimana a tutte/i!

giovedì 26 maggio 2011

Pantolini finiti

Ciao! I pantaloni da usare come pigiama li ho finiti lo scorso mercoledì sera, la stoffa è Ikea (sì, sì ;)) e il modello l’ho copiato da un pigiama di H&M: patta senza cerniera e chiusa solo da una fila di bottoni, tasche inserite direttamente nei fianchi.







La parte rognosa è stata far combaciare le righe del davanti con quelle del dietro prima di posizionare il cartamodello e tagliare la stoffa (il termine esatto sarebbe “parificare” le righe), così viene un lavoro più ordinato e non si ha, sul dritto del lavoro, quel brutto effetto di righe che vanno per i fatti loro a destra e a sinistra delle cuciture.
L’autoscatto è venuto un po’ così... non avendo un cavalletto, accontentiamoci!



Ora sto lavorando ad una giacchina in lino color glicine, per il modello ho preso ispirazione dal sito EmersonMade.


sabato 21 maggio 2011

Letture di aprile (2/3)



Come bambole. Il fumetto giapponese per ragazze
Mario A. Rumor
Tunué, 13.50 €

Questo saggio ha per esame il genere “shojo” ovvero tutti quei manga giapponesi destinati per lo più ad un pubblico femminile. L’autore ne analizza i più importanti e i suoi sottogeneri facendo un excursus dalla sua nascita fino all’inizio del 2000 (il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 2005); cita tantissime opere e ho notato con sorpresa di averne letto un buon 70% (da fanatica di manga quale ero è motivo d’orgoglio!), purtroppo anche volendo recuperare le lacune in merito agli shojo dei primordi - anni ’30-’40 - avrei da affrontare non poche difficoltà nel recuperare le opere originali: mai più ristampate sono entrate quasi nella leggenda, come la serie con protagonista Sazae-san di Machiko Hasegawa, quindi anche volendo approfondire certi aspetti e temi seguendo il libro di Rumor sarebbe difficile, e il libro in sé non aiuta essendo molto conciso e sbrigativo, e l’apparato iconografico praticamente assente è un altro punto a suo svantaggio.
Si deve andare un po’ “a tentoni” nell’immaginare lo stile grafico delle avanguardie shojo e il libro finisce per essere come la maggior parte dei tomoni sulla (ad esempio) storia del cinema che studiavo all’università: elenchi di titoli, trame e date che da soli non soddisfano tutta la curiosità del lettore.
In molti si sono già lamentati del lessico troppo legnoso e forbito che usa Rumor, lo faccio anch’io dopo aver letto frasi in cui compaiono termini come “frizione funzionale” (???) e arzigogoli periodali che fanno venire l’orticaria... e non credo che consiglierei il libro ad un neofita dell’argomento perché spesso le argomentazioni dell’autore sono inconcludenti e non si capisce dove vogliano andare a parare - come il capitoletto su Vanna Vinci: capisco che è una fumettista italiana ad essere stata pubblicata in Giappone, ma con il genere shojo che cosa c’entra?


6/10