Richard Matheson
Fanucci Editore, 13 €
Dalla scorsa estate ho iniziato a seguire il blog di Daniela, Il coltello di Banjas, in cui racconta momenti della sua quotidianità anche attraverso gli scatti fotografici che lei stessa realizza.
Ora le sue fotografie sono diventate un libro sulla stagione invernale, per saperne di più e vederne un’anteprima: http://it.blurb.com/books/2966847
Io intanto partecipo al suo give-away!
Buon fine settimana a tutti!

Sandra Scoppettone è una scrittrice italo-americana che conobbi verso i dodici anni perché autrice anche di libri destinati esclusivamente ad un pubblico adolescente.
Prima di Natale ho riscoperto, pulito e riportato in vita tutti i libri della mia infanzia (che erano riposti in grandi scatoloni in cantina); tra loro ho ritrovato così i libri della Scoppettone che furono un must nei primi anni ’90 nel mio gruppo di amiche e compagne di scuola.
Ma prima di parlarvi della Scoppettone “per ragazzi”, vi presento questo volume scritto invece per un pubblico adulto: protagonista è Lauren Laurano, quarantenne dalla vita agiata e facente parte dell’esclusiva cerchia di lesbiche della middle class newyorchese, vive con la compagna Kip - professione psicanalista - in un brownstone del Greenwich Village (rimortacci!) e trascorre le sue giornate prestando servizio come detective privata.
Di conseguenza questo romanzo è da inscrivere nel genere giallo tant’è che la trama principale ruota attorno allo stupro ai danni di una giovane ragazza, la cui famiglia contatterà Lauren per scoprire l’identità del carnefice, ma più la detective procederà con le indagini più salteranno a galla segreti e intrighi famigliari insospettabili...
Detto con tutta sincerità della trama investigativa ben presto io mi sono stufata (troppi intrecci assurdi e cavillosi), ho trovato invece molto interessante il filone privato del racconto sulla vita di Lauren e delle sue amiche. Ho scoperto così molte somiglianze con le opere della Alison Bechdel, e la cosa buffa è che la narrazione in prima persona dà l’impressione di leggere un racconto con un punto di vista maschile, nonostante Lauren sia una donna... in questo senso Lauren ha veramente poco di femminile. A parte questa particolarità, Lauren è un personaggio godibilissimo, è ironica, pungente, è praticamente l’alter-ego dell’autrice e la lettura del libro è valsa per aver conosciuto proprio lei e il mondo che le ruota attorno.
Un altro particolare è il riferimento ai computer come ad aggeggi infernali e incomprensibili, dato che il libro è del 1991 e quel tipo di tecnologia non aveva ancora conosciuto il boom di fine millennio. Lauren infatti per condurre le sue ricerche si trova costretta ad imparare cos’è la rete, cos’è una connessione e si imbatte nelle prime chat in cui incontrare l’anima gemella. Uno spaccato di quotidianità inusuale per gli inizi degli anni ’90.
Questo volume è stato seguito da altre quattro storie con protagonista la stessa detective, l’ultima pubblicata nel 1999. Nonostante sia stata una lettura abbastanza soddisfacente, io mi fermo qua con questa serie!
7/10
A breve vi parlerò dei libri per adolescenti di questa scrittrice. Buone letture a tutti!

I dettagli dei suoi quadri sono di una precisione certosina, viene ricreata l’opulenza del ‘600, tra gioielli, pizzi, vestiti pregiati.
The book thief
Markus Zusak
Black Swan, me l’ha prestato mia zia, su Amazon costa circa 7 €
Ne hanno parlato in ogni dove, è stato un caso letterario anche in Italia sotto il titolo (tradotto presumo a caso con “Google Translate” dagli editori) “La bambina che salvava i libri”, ma è davvero un testo così pregevole e superbamente commovente come il 90% dei lettori l’ha definito?
Dal canto mio l’ho trovato - almeno leggendolo in lingua originale - interessante nelle prime 30-40 pagine, d'altronde è l’inizio della storia e trovarsi la Morte come narratrice è accattivante, però poi la narrazione si spersonalizza sempre più nonostante il gruppo di personaggi protagonisti cresca ed evolva di fronte a fatti decisivi e psicologicamente provanti come quelli dell’affermarsi del nazismo in Germania. Dico “si spersonalizza” perché questa Morte sembra stare a raccontare gli ingredienti dell’etichetta dello Svelto al gusto limone per lavare i piatti: prendiamo ad esempio il personaggio protagonista di Liesel, lei ha 9 anni all’inizio della storia, viene strappata alle sue radici, spedita lontano e in un clima di oppressione politica e culturale diventa un’adolescente, impara ad amare i genitori adottivi, a leggere e a farsi capire in una lingua fino a quel momento a lei sconosciuta, conosce l’affetto, l’amicizia, ma tutto questo la Morte mica te lo scrive con empatia, no, solo con asettica didascalia. Se fosse stata Liesel stessa a raccontare della sua vita ci sarebbero state più possibilità di approfondire l’aspetto psicologico.
Così io di pathos non ne ho provato a parte, come detto, nelle pagine iniziali che sono davvero scritte bene; poi non so cosa gli è preso a Zusak, ma il resto della storia è lento, privo di capacità narrativa e più che romanzo per adulti questo è pura “juvenile fiction”. Semplice-semplice e soooooo booooring....
6/10
Nella roba da restituire in biblioteca ho scoperto che tra le letture di ottobre mancava un libro! “La lettrice” di Raymond Jean [Biblioteca del Vascello, 7.75 €]:
se me l’ero dimenticato c’è un perché, infatti nemmeno questa lettura mi ha entusiasmata e l’avevo rimossa. E’ il racconto in prima persona dell’esperienza di Marie-Costance, burrosa disoccupata con una vita tutto sommato agiata, come “lettrice a domicilio”, una professione che dovrebbe darle oltre che soddisfazione personale (le è sempre piaciuto leggere a voce alta) anche un afflato filantropico (potrà allietare quelle ore di tedio degli infermi, delle persone sole, ecc.).
La sua nuova occupazione la porterà a conocere strani personaggi (sì, le definirei così, non sono esattamente “persone”), ognuno con le sue manie, che col trascorrere dei mesi e delle letture la utilizzeranno a loro piacimento per soddisfare bizzarre fantasie incappando anche in imbarazzanti disavventure.
Il tutto con una ripetitività piatta, e con Marie-Costance che, nonostante la sua variegata Cultura, definirei un po’ troppo leziosa e anche cretinetta...
Poi solo per il fatto che dell’amore per la lettura non se ne parla - Marie-Costance alla fine legge solo perché pagata! - non è che questo renda il libro piacevole, ma solo un racconto economico-centrico.
Leggere è un lavoro, non una passione.
5/10